A edifici esistenti può essere aggiunto un 20% in più di cubatura. Edifici costruiti prima del 1989 non sottoposti a tutela possono essere rasi al suolo e ricostruiti con il 30% di cubatura in più. Se c’è un miglioramento dell’efficianza energetica la cubatura può crescere fino al 35%. Ville possono essere aumentate fino a tre stanze, oppure fino al 60% in più se si tratta di prime case.
Questi piani di Berlusconi per “rilanciare l’edilizia” sono da respingere con decisione. Gli investitori hanno già oggi abbondanti possibilità di tirare su edifici sufficientemente brutti e distruttivi degli assetti territoriali. Il paesaggio italiano, in molte zone già gravemente compromesso, verrebbe definitivamente devastato da queste nuove norme, i previsti ulteriori condoni faranno il resto.
Berlusconi parla di “burocratizzazione”, visto che per gli ampliamenti di cubatura non ci sarà più bisogno di permessi edilizi. Ma se con la burocrazia viene distrutta anche la competenza urbanistica dei comuni, in modo che chiunque vuol costruire possa farlo a suo piacimento senza dover rispettare alcuna regola, allora le affermazioni di Berlusconi sono puro cinismo.
La giunta provinciale deve respingere con nettezza le proposte berlusconiane. Anche il pur minimo recepimento delle nuove norme del governo comprometterebbe la normativa urbanistica locale, già abbastanza deficitaria. La giunta provinciale deve anche garantire che non recepirà nella normativa locale alcuna nuova possibilità condono, un malcostume che purtroppo già troppe volte ha fatto scuola anche da noi.
mercoledì 18 marzo 2009
Nuova Proposta di Berlusconi
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
0 commenti:
Posta un commento