| | ROMA. L´ennesima minaccia di veto italiano sul pacchetto clima-energia dell´Ue, fatta stavolta dal presidente del Consiglio in persona, ha scatenato subito reazioni tra l´ironico ed il preoccupato: i Verdi europei sottolineano che probabilmente quello di Berlusconi è una sparata propagandistica: «Sul pacchetto non c´è diritto di veto ma decidono a maggioranza Consiglio e Parlamento», ma la portavoce nazionale dei Verdi italiani, Grazia Francescato (Nella foto), sottolinea che «Le minacce di Berlusconi sul Pacchetto clima-energia dell´Unione Europea sono gravissime e confermano, ancora una volta, l´Italia come maglia nera europea nelle politiche ambientali e climatiche. Insomma il premio "Fossile del giorno" conferito a Poznan all´Italia è stato strameritato dal governo Berlusconi. Il continuo ostruzionismo e l´ostinata difesa della parte più retriva di Confindustria non solo rischia di isolarci in Europa ma anche di rovinare il buon lavoro degli altri Stati».
Monica Frassoni presidente di Verdi al Parlamento europeo sottolinea che «Per quanto riguarda il pacchetto, poi, non è previsto il diritto di veto, perché si tratta di una procedure legislativa in cui Parlamento e Consiglio europeo decidono a maggioranza. Anche questo dimostra la totale approssimazione e irresponsabilità della posizione del governo italiano che continua volutamente a sottostimare i vantaggi delle nuove proposte per la competitività delle nostre industrie».
Per Ermete Realacci, ministro dell´ambiente del governo ombra del Pd, «Berlusconi non ha capito nulla. Non è anti-europeista è anti-italiano. Con le sue battute vecchie, deprimenti e pericolose, infatti, non solo si isola dai grandi paesi europei, ma sbarra le porte al futuro del nostro paese", lo afferma commentando l´intenzione del premier di porre il veto al pacchetto clima dell´Unione Europea. Berlusconi è l´unico leader fra i grandi paesi industrializzati a non aver compreso che i vincoli per combattere i mutamenti climatici, sono anche una grande opportunità per rilanciare l´economia dell´Italia. Mentre anche l´America di Obama mette il clima tra le priorità politiche e per rilanciare l´economia lancia un piano di investimenti con 150 miliardi di dollari in risparmio energetico e fonti rinnovabili, per produrre 5 milioni di nuovi occupati, il nostro Governo, con la sua politica di retrovia sulle questioni ambientali, già sta producendo danni all´economia. Basti pensare allo scellerato taglio al bonus del 55% per gli interventi energetico-ambientali nell´edilizia, per contrastare il quale Legambiente e molte organizzazioni del settore oggi sono scese in piazza, e i cui effetti già stanno producendo danni alla piccola e media impresa del settore delle rinnovabili e dell´efficienza energetica e a tanti cittadini che contavano su questo bonus fiscale per ristrutturare la propria abitazione. Il contrario di ciò che servirebbe per affrontare insieme gli obiettivi di riduzione di CO2 e anche la crisi economica e occupazionale».
“Se non fosse tragico le dichiarazioni con cui Berlusconi è entrato nel vertice europeo sul "pacchetto clima" sarebbero ridicole”: Francesco Ferrante degli Ecologisti Democratici commenta così le dichiarazioni del Presidente del Consiglio sull’intenzione del premier di porre il veto al pacchetto clima dell’Unione Europea.
“E’ tragico non ascoltare la voce anche di tutte quelle piccole e medie imprese italiane che sull´innovazione nel settore dell´energia stanno puntando. E´ ridicolo far fare all´Italia questa figuraccia di fronte a tutta l´Europa. La strategia seguita dal governo è stata disastrosa e fortunatamente questa sua campagna finirà concretamente in un nulla di fatto”.
“Quello raggiunto ieri sulle fonti rinnovabili è un accordo storico, un volano di sviluppo straordinario per un settore industriale che già oggi nella sola Germania occupa più di 250.000 persone e che in Italia, grazie anche alle favorevoli condizioni climatiche, potrà avere uno sviluppo impetuoso se solo il governo emanasse il decreto attuativo della riforma varata lo scorso anno dal centrosinistra”.
“E´ auspicabile e probabile che Sarkozy e gli altri leader – conclude Francesco Ferrante – sbattano la porta in faccia a Berlusconi e alla nostra Confindustria che si sono ostinati in questa richiesta che non era nemmeno condivisa dall´organizzazione che raggruppa tutte le Confindustrie europee che giustamente, dal loro punto di vista, si concentravano invece sulla trattativa per prevedere un passaggio più graduale per alcuni settori del manifatturiero che altrimenti sarebbero a rischio di delocalizzazione. Questa era una battaglia giusta e se il governo non avesse avuto un approccio ideologico e miope avrebbe potuto essere molto più efficace. Per fortuna è probabile che anche in questo caso la trattativa finirà bene, ma paradossalmente avrà fatto molto di più per il nostro sistema industriale la posizione e l´autorevolezza della Merkel che non i nostri ministri guidati dall´improvvisazione e dall´approssimazione dovuta alla mancanza di conoscenza degli argomenti trattati”. Tratto da Greereport | |
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