venerdì 20 gennaio 2012

Al Giglio corsa contro il tempo


Le chiazze avvistate ieri intorno al relitto della Costa Concordia avevano fatto venire i sudori freddi a tutti. La Guardia Costiera oggi ha assicurato che si tratta di “sostanze leggere ed evaporabili”, probabilmente diesel o ad acque reflue di sentina, che è normale si accumulino intorno a una nave di quelle dimensioni per più di 114 mila tonnellate. Non si tratta, quindi – come si temeva - di carburante.
I serbatoi della nave contengono, attualmente, 2400 tonnellate di olio combustibile molto denso e pesante che, se riversato in mare, provocherebbe un disastro ambientale di proporzioni bibliche, un danno permanente all’ecosistema di una zona nota al turismo e tutelata per il proprio patrimonio di riserve naturali, marine, faunistiche. La situazione è letteralmente ‘in bilico’: la nave infatti si sposta lentamente di centimetro in centimetro e poggia su un gradino di fondale che potrebbe cedere, facendo inabissare definitivamente il relitto. A quel punto, oltre a spegnersi ogni speranza – già flebile - di trovare ancora vivo qualche disperso, svuotare i serbatoi e metterli in sicurezza diventerebbe un’operazione quasi ingestibile, che potrebbe essere resa inutile da un eventuale rottura dello scafo, in caduta libera verso fondali più profondi. Questo scenario, che dipende anche da possibili peggioramenti delle condizioni metereologiche, è sicuramente pessimistico ma possibile: per stessa ammissione del ministro dell’Ambiente Corrado Clini è questo «l’incubo che abbiamo da tre notti». Una corsa contro il tempo che tiene tutti col fiato sospeso.
Si dice molto preoccupato il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che richiama l’assoluta urgenza di interventi «per svuotare le cisterne della Costa Concordia ed evitare, dopo una tragedia incomprensibile, un disastro ambientale di dimensioni enormi. Quella dell'isola del Giglio – continua il leader ecologista - con undici morti e ancora ventinove dispersi, è una tragedia che si sarebbe dovuta evitare. A prescindere dalle responsabilità penali sulle quali sta già indagando la magistratura è assurdo che un 'condominio' galleggiante possa avvicinarsi così tanto all'isola del Giglio: ed è ancora più grave che questa non sia stata la prima volta». Anche nella laguna di Venezia, infatti, si vedono spesso navi di grossa stazza avvicinarsi eccessivamente alla costa, un’abitudine, a parere di Bonelli, che «mette davvero i brividi» e che richiama la necessità di rivedere profondamente le regole per la sicurezza della navigazione.
Intanto è iniziato il conto alla rovescia per evitare il disastro ecologico: la Guardia Costiera ha reso noto di aver predisposto delle barriere fisiche (dei panni assorbenti) intorno alla parte emersa del serbatoio e avviato delle ‘procedure standard’ nel caso di verifichino effettive fuoriuscite di carburante. Il governo, dal canto suo, dichiarerà lo stato di emergenza, in attesa di un piano per di svuotamento dei serbatoi che la Costa Crociere dovrà presentare entro quarantotto ore.

lunedì 24 ottobre 2011

L'arlecchino di corte

giovedì 23 giugno 2011

SORGEAQUA E GEOVEST, PUBBLICHE E PARTECIPATE


I Comuni di Finale Emilia, Nonantola e Ravarino, soci di SorgeAqua e Geovest, ritirino le delibere con cui nel dicembre scorso hanno approvato la privatizzazione delle società per la gestione del servizio idrico e del ciclo dei rifiuti, e sospendano la messa a gara del 40% delle due società avviate pochi giorni prima del referendum. I Comuni soci mantengano al più presto l’impegno assunto nei Consigli comunali quando affermarono che in caso di affermazione del sì ai referendum avrebbero rinunciato alla privatizzazione.

Anche a Modena, come in tutta Italia, l’esito del voto è inequivocabile: i modenesi vogliono che sui beni comuni non ci sia alcun lucro. Quindi, anche i Comuni di Finale, Ravarino e Nonantola tengano l’acqua fuori dal mercato e proseguano con la gestione pubblica del ciclo dei rifiuti. Con il referendum può ora proseguire la positiva esperienza di Sorgeaqua e si può sviluppare ulteriormente un modello di raccolta dei rifiuti virtuoso, alternativo a quello basato sull’incenerimento voluto dagli azionisti di Hera.

L’esito del referendum è netto. Escono sconfitte le destre, ma anche le politiche basate sulla privatizzazione dei beni comuni, dell’acqua come della salute, del territorio come del ciclo dei rifiuti; indipendentemente dallo schieramento che le attua.
Oggi che il referendum ha detto chiaramente che l’acqua deve rimanere pubblica e che i beni comuni devono restare nelle mani della collettività, ci auguriamo che i Sindaci e il Pd rispettino pienamente la lettera e lo spirito del referendum e restituiscano ai cittadini la piena titolarità di SorgeAqua e Geovest.

Avanziamo, inoltre, ai Sindaci la proposta di costruire un modello gestionale aperto alla partecipazione dei cittadini, affinché SorgeAqua e Geovest siano non solo pubbliche ma partecipate dai cittadini. Questo significa che obiettivi, valutazione dei risultati, bilanci, nomine nei consigli d’amministrazione e loro attività debbano essere pubblici, prevedendo anche la partecipazione di rappresentanti di cittadini singoli e associati ai lavori dei Consigli di Amministrazione.

Il mantenimento pubblico dei beni comuni, assieme ad un alto tasso di partecipazione nelle scelte politiche in merito alla loro gestione, sono la miglior garanzia di una gestione dei servizi locli svolta nell’esclusivo interesse della collettività.

mercoledì 13 aprile 2011

domenica 20 marzo 2011

ACQUA BENE COMUNE


VOTA 2 SI al referendum per fermare la privatizzazione dell'acqua e l'eleminazione dei profitti dalla tariffa; che potrà essere utilizzato per diminuire la bolletta e per rilanciare gli investimenti nel settore idrico e per tutelare l'acqua, bene comune

ACQUA BENE COMUNE


VOTA 2 SI ai referendum per fermare la privatizzazione dell'acqua e l'eliminazione del profitto dalla tariffa; che potrà essere utilizzato per diminuire la bolletta e per rilanciare gli investimenti nel settore idrico e per tutelare l'acqua ,bene comune.